Clausole vessatorie

Le clausole inique o vessatorie sono clausole contrattuali che determinano, a sfavore del cd. contraente debole (il consumatore o colui che aderisce a un contratto-standard), uno squilibrio rilevante nei diritti e negli obblighi derivanti dal contratto in cui sono inserite.
Ai sensi dell'art. 2.2, lett. i, della legge 580/93, le Camere di Commercio hanno il compito di "promuovere forme di controllo sulla presenza di clausole inique inserite nei contratti": ad esse spetta perciò di valutare l'esistenza di abuso o squilibrio negoziale nei contratti tra imprese e la sussistenza di profili di vessatorietà nei contratti tra professionisti/imprese e consumatori che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari.

Per le Camere di Commercio del Veneto, l'attività scientifica in materia di controllo sulle clausole vessatorie viene svolta attualmente dalla Commissione Giuridica Regionale, costituita ad ottobre 2013 in seno ad Unioncamere Veneto, alla quale sono state delegate, in virtù di un'apposita Convenzione, le attività precedentemente svolte in questo ambito dalle singole Camere di Commercio attraverso le proprie Commissioni contratti (v. anche sezione Altre attività di Regolazione del mercato). La Camera di Commercio di Treviso-Belluno si avvale, per lo svolgimento delle attività istruttorie e di collegamento con la Commissione regionale, del supporto di Curia Mercatorum, che pertanto riceve le istanze e provvede a fare da raccordo tra l'attività della Commissione e l'ente camerale di Treviso-Belluno.

In tema di controllo di vessatorietà, la Commissione Giuridica Regionale svolge le seguenti attività:

- valuta l'esistenza di profili di vessatorietà nei contratti che regolano rapporti fra professionisti/imprese e consumatori ai sensi dell'art. 2 della legge n. 580/ 1993 e degli artt. 33 ss. del Codice del consumo (d.lgs. 206/2005), stipulati in Veneto oppure sottoscritti da consumatori aventi residenza o domicilio in Veneto o redatti da professionisti/imprese aventi sede legale od operativa in Veneto;

- a seguito della valutazione di cui al punto precedente, predispone pareri di vessatorietà delle clausole inserite nei contratti tra professionisti/imprese e consumatori conclusi mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari ed avanza proposte da inoltrare, a cura di Unioncamere del Veneto, all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato al fine della dichiarazione di vessatorietà delle medesime clausole, secondo quanto previsto dall'art. 37 Codice del Consumo.

L'attività della Commissione Giuridica Regionale può essere invocata:

-    su iniziativa della stessa Commissione,
-    su iniziativa di una Camera di Commercio veneta o di Unioncamere Veneto,
-    su iniziativa di altro soggetto interessato

L'iniziativa consiste in un esposto scritto redatto utilizzando l'apposito modulo (modulo di richiesta presentazione domanda vessatorietà ) corredato dai relativi documenti giustificativi. L'esposto anonimo e/o privo di documentazione giustificativa potrà essere utilizzato dalla Commissione se, a suo insindacabile giudizio, contenga elementi idonei ad agevolare la relativa attività istruttoria.

Il modulo, debitamente compilato e sottoscritto, e munito dei necessari allegati, può essere trasmesso:

»   a Curia Mercatorum, che provvederà a inviarlo alla Segreteria della Commissione giuridica regionale, seguendone l'istruttoria e coordinandosi con l'Unione per le attività della Commissione. In tal caso l'esposto e la documentazione dovranno essere recapitati presso gli uffici di Curia, secondo una delle seguenti modalità:
-  a mano o via posta presso la sede operativa di Curia (via Toniolo 12, 31100 Treviso);
-  a mezzo e-mail (info@curiamercatorum.com) o pec (curiamercatorum@legalmail.it);
-  a mezzo fax: 0422-595711

»   alla Segreteria della Commissione regionale di controllo, operativa presso Unioncamere Veneto,  a mezzo e-mail (clausolevessatorie@ven.camcom.it) o fax (041-0999303)

A seconda della materia oggetto dell'istanza, il Presidente della Commissione assegna la pratica ad un componente che dovrà esaminarla e redigere un parere per la discussione nella prima riunione utile della Commissione.

Sulla base del grado di vessatorietà ed iniquità delle clausole esaminate, la Commissione:
a) dispone la comunicazione all'impresa interessata, nonché all'autore della domanda, del parere tecnico motivato invitando l'impresa ad adeguarsi modificando le clausole ovvero a presentare proprie osservazioni, entro un termine massimo di 30 giorni; tale comunicazione viene inviata anche alla Camera di Commercio territorialmente competente;
b) procede all'audizione dell'impresa, se opportuno o se richiesto dalla stessa;
c) qualora l'impresa non si adegui alle indicazioni della Commissione o permangano profili di vessatorietà nel contratto esaminato, procede a segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l'avvio della procedura di accertamento di vessatorietà delle clausole ai sensi dell'art. 37 bis del Codice del Consumo, informando la Camera interessata;
d) esprime un parere alla Giunta della Camera di Commercio  territorialmente competente in ordine all'esercizio dell'azione inibitoria prevista dall'art. 37 del Codice del Consumo;
e) dispone l'archiviazione della pratica.

Il procedimento di controllo sulla presenza di clausole vessatorie inserite nei contratti si conclude entro 180 giorni dal primo esame della Commissione.

 

 

(Ultimo aggiornamento 2017/11/22)